Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col sonno. Il mio ciclo sonno/veglia
naturale è l'opposto della maggior parte delle persone,
dato che vado a letto verso le 5.00/6.00 del mattino e mi alzo alle 14.00 circa.
Questo rende le cose molto difficili in una società
le cui ore di veglia sono ben diverse. Non è solo questo, però. Gli incubi (e
intendo terrificanti oltre qualsisi descrizione) sono stati un problema per
decenni. Ora sono scomparsi, ma ho ancora dei brutti sogni parecchio interessanti
e notti agitate di non-esattamente sonno.
L'insonnia è un'altra condizione che piaga occasionalmente le mie notti, molto
spesso
innescata dal dovermi a volte alzare di mattina,
ancora più spesso dalle preoccupazioni e dai pensieri in loop. Eppure il sonno è anche
il luogo dove trovo le soluzioni che mi sfuggono durante la veglia. E,
soprattutto, è una condizione/meccanismo che mi affascina e mi spaventa profondamente.
Il concetto di questo album risale al 1995, anche se probabilmente ci pensavo
da molto prima. All'epoca composi solo un brano definitivo, che ho ora rifatto
(traccia n.1). E' molto diverso dall'originale, naturalmente, dato che ora sono
una persona molto diversa (scrivo questo nel 2010). Però, anche
se oggi non la farei così, ho deciso di includere la registrazione originale
del 1995 come bonus,
perchè credo abbia ancora qualcosa da dire. La realizzai con l'unico strumento
che avevo (un Roland D5) e sovraincidendo su audiocassetta una parte alla volta.
Comunque, la musica di questo album rappresenta fedelmente una parte di quello
che il sonno è per me oggi, e come sono le mie notti...
Autoprodotto
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