SLEEP (serie Just Music vol. 18)
Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col sonno. Il mio ciclo sonno/veglia naturale è l'opposto della maggior parte delle persone, dato che vado a letto verso le 5.00/6.00 del mattino e mi alzo alle 14.00 circa. Questo rende le cose molto difficili in una società le cui ore di veglia sono ben diverse. Non è solo questo, però. Gli incubi (e intendo terrificanti oltre qualsisi descrizione) sono stati un problema per decenni. Ora sono scomparsi, ma ho ancora dei brutti sogni parecchio interessanti e notti agitate di non-esattamente sonno. L'insonnia è un'altra condizione che piaga occasionalmente le mie notti, molto spesso innescata dal dovermi a volte alzare di mattina, ancora più spesso dalle preoccupazioni e dai pensieri in loop. Eppure il sonno è anche il luogo dove trovo le soluzioni che mi sfuggono durante la veglia. E, soprattutto, è una condizione/meccanismo che mi affascina e mi spaventa profondamente. Il concetto di questo album risale al 1995, anche se probabilmente ci pensavo da molto prima. All'epoca composi solo un brano definitivo, che ho ora rifatto (traccia n.1). E' molto diverso dall'originale, naturalmente, dato che ora sono una persona molto diversa (scrivo questo nel 2010). Però, anche se oggi non la farei così, ho deciso di includere la registrazione originale del 1995 come bonus, perchè credo abbia ancora qualcosa da dire. La realizzai con l'unico strumento che avevo (un Roland D5) e sovraincidendo su audiocassetta una parte alla volta. Comunque, la musica di questo album rappresenta fedelmente una parte di quello che il sonno è per me oggi, e come sono le mie notti...
Autoprodotto
SLEEP

Normalmente associo Mac dei BIOnighT a musica per sintetizzatore allegra e melodica. Perfino gli album che dice essere stati scritti in un momento buio mi sembrano perlopiù ottimisti. Non mi era mai venuto in mente di chiedermi "Come sarebbe un album ambient fatto da Mac?". Beh, ora non ho bisogno di chiedermelo, perchè la risposta è questo album eccellente. "Sleep" comprende due lunghe tracce e due un pò più brevi che esplorano i più oscuri recessi, un album di ambient sorprendentemente puro. E' difficile pensare ad un album di Mac privo di sequencers, ritmo e melodia, eppure eccolo qui. Ho sempre apprezzato il lavoro di questo musicista, ed ora ne apprezzo l'ampiezza del talento ancora di più. Questo materiale è bello e drammatico, decisamente una passeggiata sul lato oscuro. Non arriverà alle profondità buie di, ad esempio, Robert Rich o Lustmord, ma può certamente affascinare gli appassionati di quel tipo di musica. Altamente raccomandato.

Phil Derby, Electroambient Space (U.S.A.) - Cliccate QUI per visitare il suo sito.