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THE LAST CITY (serie Sci-fi vol.1) |
Potrebbe l'inizio della terza guerra mondiale
essere seguito da un terremoto devastante
su scala globale che a sua volta causa un
diluvio biblico, lasciando il pianeta distrutto?
A quanto pare la risposta è "si".
La maggior parte della popolazione del
mondo intero è morta. Tutte le città sono
state rase al suolo e nessuna di esse
esiste più. Solo una è miracolosamente
sopravvissuta:
Zareth, l'ultima città sulla terra.
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| THE
LAST CITY Questo racconto di fantascienza apocalittica inizia con "The Beginning", un pezzo vorticante e tetro che stabilisce il tono della storia. La title track è brillante e maestosa, adeguata al tema. Nonostante il soggetto cupo, questa suadente traccia ha il ritmo rimbalzante e melodia vivaci tipiche di Mac. "Endless Rain" incorpora una piccola linea di basso funky ed un bel lead synth vintage. Un piano luminoso completa l'atmosfera. "Transition" ha una vibrazione similare per un po', ma verso la fine si mette davvero a rockeggiare. In piacevole contrasto è "Null", con sinistri cori maschili, tenebrosi ed ariosi sinth, e tamburi che suonano in sottofondo come fosse una processione. Una bella sequenza raccoglie il passo verso metà brano, ma il tono resta sommesso. "Street of Survivors" inizia con un bizzarro pezzo sperimentale con campioni che formano una stranissima percussione, per poi spostarsi nel famigliare territorio melodico di Mac. "Crumbling Buildings" è la traccia più lunga e la migliore, un fantastico brano retrò con un ritmo di base costante, caldi pad di synth, ed un perfettamente misurato lavoro di sequenze. "Zareth" è un brano alla Vangelis, che chiude il disco con una fanfara regale. Phil Derby, Electroambient Space (U.S.A.) - Cliccate QUI per visitare il suo sito |
| THE
LAST CITY Questo nuovo CD di Mac è esistito solo nella sua mente per anni, ma ora ha finalmente deciso di registrarlo per farcelo ascoltare. E ne sono lieto, perché The Last City un grande concept album formato da nove tracce diverse fra loro che resterà a lungo nella mia collezione e nel mio lettore di cd. La traccia 1 "The Beginning" si apre con uno strato di suoni ed effetti. Questo è il tipo di paesaggio sonoro che amo particolarmente, pieno di armoniche e di influenze atonali unite in un interessante mix da un abile musicista. "The Last City" (traccia due) è costruita attorno ad una linea melodica che apre la porta ad un basso anni '80. Il brano è sostenuto da un forte arrangiamento nelle sezioni di tastiera e archi. Il tutto ha un che di "perso" e desolato e sarebbe una fantastica colonna sonora per un film. "Endless Rain" (traccia tre) segue ancora più marcatamente questa strada ed incorpora influenze medioevali (sento spesso quelle linee da musica per liuto nella musica di Mac), con arrangiamenti e timbri che non si allontanano mai troppo dal percorso. Un'ottima composizione che, come tutte le altre tracce, è realizzata senza loop o campioni. La traccia quattro ("Transition") si apre con una batteria, alcune campane atonali ben piazzate, un altro bel basso, un organo, e si sviluppa ulteriormente con dei suoni simili a vocali. Tutto questo ha lo scopo di costruire tensione per un break magistrale seguito da una chitarra synth che si avvicina pericolosamente ad una chitarra live. Di nuovo Mac dimostra la sua abilità di musicista e compositore. "Null", la quinta traccia dell'album, inizia con un interessante vorticare di suoni, da quali nasce poi una sequenza. Il brano è così perfettamente bilanciato che ti obbliga a riascoltarlo più volte di seguito - tre, nel mio caso, eh eh eh :) "After The Quake" ha lo svantaggio di arrivare subito dopo, ma il problema è risolto con una grande inventiva in termini di suoni ed un arrangiamento sinfonico potente che mi fa pensare agli Yes. "Street of Survivors" parte con un'atmosfera industriale che fa poi posto a linee di sequencer e ad un esercito di voci. Mac sembra non esaurire mai l'ispirazione ed ogni traccia di porta ad un'altra parte della storia. La traccia 8 ("Crumbling Buildings") arriva rotolando con potenti linee di sequencer e perfetti accompagnamenti di suoni astratti ed archi… è il tipo di musica che mi da i brividi anche in un caldo giorno estivo. Devo aggiungere altro? "Zareth", l'ultimo brano, riunisce tutti i fili per chiudere l'album. Mac riesce a creare un degno finale e dimostra di avere il talento per esprimersi componendo e raccontare una storia usando i suoi strumenti. Godfried Stockman, musicista (Belgio) Cliccate QUI per visitare il suo sito |
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