GREY LIGHT (serie Classic EM vol. 4)
Grigio, come il ricordo di tutte quelle preghiere che nessuno ha ascoltato.
Grigio, come cose che stanno sempre per accadere, ma non accadono mai.
Grigio, come l'acqua sporca di una palude che lentamente ti risucchia dentro di sè.
Grigio, come la speranza in un cambiamento che non arriva, qualsiasi cosa tu faccia.
E ti senti come se stessi cadendo all'infinito, con un nodo di rabbia nello stomaco, con un'altra porta ancora in lontananza che potrebbe aprirsi su qualsiasi cosa.
Grigio, come la luce che illumina fioca una fiera resistenza contro il nulla...
Per quanto ancora?


Autoprodotto
GREY LIGHT

I fan della musica retrò dovrebbero amare la serie "Classic EM" (elettronica classica) di Mac, incluso questo album.
"Left Unheard" è un grande inizio, con un po' di tutto, da organi synth a sequenze, a una solida batteria e suoni di chitarra rockeggianti.
"Doubts about it all" inizia con affascinanti trasmissioni dallo spazio profondo. Arrivano poi synth fangosi ed una linea di basso che si ripete lentamente, seguiti da caldi pad, synth brillanti, e sequenze per completare il tutto.
"The Knot" è un brano vivace che mi ricorda Dom F. Scab. Anche qui la chitarra fornisce energia extra. Il brano sembra fermarsi verso metà, ma si prende solo un po' di fiato per poi decollare nuovamente.
"Another Door" è molto spaziale, sembra di entrare in un'altra dimensione.
L'ipnotica "Like Falling" è seguita dalla title track della durata di 25 minuti. Questa alterna passaggi atmosferici spaziali a synth vintage con sequenze, sebbene una volta in moto l'enfasi sia su questi ultimi.
Un altro grande album di Mac.

Phil Derby, Electroambient Space (U.S.A.) - Cliccate QUI per visitare il suo sito
GREY LIGHT

Grey Light è parte della serie Classic EM (Elecctronica Classica). Questa collezione è ampiamente ispirata dalla musica degli anni '70, e più precisamente Tangerine Dream, Klaus Scgulze, e l'intera area della Scuola di Berlino. Quarto volume della serie (Black Light del 2006 era il primo), Grey Light prende di mira in modo armonioso una Berlin School più aggressiva, con un approccio più da rock progressivo dell'elettronica convenzionale.
Ottimi arpeggi si spargono attraverso le oscure e tristi onde di un grosso ed inquietante organo da chiesa. Circolano con noncuranza, irradiando le prime pulsazioni di una nervosa sequenza che si muove a zigzag con intesità su di un synth che genera strani bordoni.
In totale contrasto, Left Unheard si srotola con oscura velocità dove brevi passaggi armonici ed accordi passivi di organo si incrociano con un synth discreto prima di mescolarsi in un rombo esplosivo di percussioni, rimpiazzando il grigio romantico con un rock aggressivo fatto di potenti riff di chitarra che ruotano sui resti di una sequenza nervosa. Un'introduzione soffice e selvaggia che ricorda i momenti migliori dei Mythos degli anni '70.
Più tranquillo, l'intro di Doubts about it All è un bellissimo insieme di note di campanelli che saltellano su di una bella sequenza con esitanti ondulazioni. Un synth respira vellutati solo su una sequenza flessibile che diventa progressivamente più densa di pulsazioni.
Senza un ritmo preciso, Doubts About It All ruota su di un ambiente contratto, in un universo di sequenze variabili and un synth con bellissimi graffi che muoiono lentamente in strati sovrapposti.
The Knot ritorna sulle tracce corrosive di Left Unheard. Un brano aggressivo dove arpeggi delicati ruotano attorno a pesanti riff e validi solo.
Dall'aggressivo al tenero: Another Door è di una dolcezza da togliere il fiato. Atonici ed oscuri, gli accordi cristallini su di un superbo e sinuoso Mellotron si fondono in una struttura poetica con uno spledido flauto che ci conduce alle porte di un vento metamorfico.
Like Falling ci presenta il moto di una discesa agli inferi. Una caduta negli abissi su un sequencer con sequenze come fiumi in piena, che ci avvolgono in un mondo pauroso pieno di respiri vaporosi di spettrali synth.
Dopo un intro imponente ed oscuro, una sequenza pulsante risveglia il ritmo di Grey Light. Percussioni magiche con strane risonanze animano una sequenza nervosa, cattura di un synth con pesanti droni circolari iniettati di solo fino agli orli erosi. Grey Light è un brano che oscilla fra il ritmo preciso e l'incertezza della sua direzione melodica. E' un lungo movimento con strutture ambivalenti che passano dalla nebulosità di un'atmosfera ad un ritmo diretto, su di una superba sequenza ondulante che si bagna in un universo sintetizzato estremamente armonioso. Dopodichè, un soffice passaggio morfico all Neuronium si insedia vaporosamente prima di riprendere vita nuovamente su di una sequenza nevrotica e solo di synth molto aggressivi.
Complessa musica Berlin School che stupisce ad ogni ascolto. Questa è la magia di Mac.

Sylvain Lupari (Phaedream) per Guts Of Darkness: The French Magazine of Dark & Experimental Music. Cliccate QUI per visitare il sito