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BLACK LIGHT - David Law - Synth Music Direct (UK) Scambio occasionali email con Mac da qualche anno ormai, ed ero così al corrente di un orrendo incidente che ha avuto, dopo il quale dovette affrontare cicatrici mentali e fisiche durante il lungo viaggio verso la guarigione. Stava tagliando della legna con la motosega quando la lama all'improvviso colpì qualcosa, rimbalzò all'indietro e lo colpì in faccia. Durante i difficilissimi mesi seguenti Mac disse che a volte le cose si facevano così cupe che "perfino la luce sembrava nera", e da qui il titolo dell'album (Black Light, Luce Nera). A volte, però, momenti di tale disperazione alimentano la creatività di un artista, ed è questo che è successo in questo caso, dato che Black Light è un album stupefacente, decisamente il migliore che ho mai sentito da lui sia come solista che come parte dei BIOnighT. "Inadequate" inizia con tocchi melodici brillanti e cupi e minacciosi allo stesso tempo che fluttuano nell'aria, seguiti dall'arrivo di una combinazione di ritmo e sequenza rimbalzante. La sequenza è eccellente, ma non sono sicuro della batteria che per i miei gusti suona troppo retrò, fornendo così la base per l'unico commento leggermente negativo che posso fare riguardo l'intero album. Detto questo, però, più si ascolta il pezzo e più la batteria sembra in effetti miscelarsi con l'insieme. "Manmade Horrors" prosegue l'album con andamento veloce, con una eccellente sequenza che fa inizialmente da lead prima che una sequenza perfino migliore di basso si unisca ad essa, ed è da qui in poi che l'album inizia davvero a mostrare la sua classe. Di nuovo, pad meditabondi formano un contrasto decisamente efficace, mentre un'altra sequenza ancora viene aggiunta, dando al tutto quasi un ringhio. Fantastico! "A Deeper Pain" presenta di nuovo delle sequenze, ma questa volta più lente, come fossero alla ricerca di qualcosa - forse una via di uscita. Le sequenze attraversano vari cambiamenti prima di scomparire, solo per poi ritornare accompagnate da un ritmo quasi sibilante. Di nuovo, assolutamente meraviglioso. "Waiting for Winter to End" è davvero cupo, con effetti di vento che si mescolano a soffici suoni alla tron e ad una linea melodica di piano. E' un magnifico interludio che fornisce una pausa prima che le sequenze tornino ancora una volta in "Trying to Understand". Questa volta sono sequenze tintinnanti che forniscono il perfetto sfondo per l'introduzione di un'altra sequenza di basso saltellante. Queste formano la la propria melodia intrecciandosi una con l'altra e catturando la mente, trascinando l'ascoltatore nel brano. Non c'è nessuna possibilità di distrarsi. Un ritmo si unisce allle pulsazioni e mi ricorda un pochino gli Skin Mechanix al loro meglio. Una chitarra virtuale si unisce aggiungendo ulteriore mordente. "Scars" riporta in gioco sequenze cupe, rimbombanti, profonde. Questo è materiale assolutamente emotivo e ossessionante. Negli ultimi due minuti tutte le pulsazioni scompaiono lasciandoci immersi in suoni profondi, melanconici ed atmosferici. Un altro brano geniale. "If I Have To" mantiene l'atmosfera di disperazione con suoni di archi prima e poi con una barriera elettronica di chitarra virtuale cavalcata dall'angoscia. Una sequenza meditabonda si fa avanti rimbombando e cercando di dissolvere la sensazione di essere senza speranza. L'andatura si velocizza con l'arrivo di un nuovo ritmo insieme a onde sonore esplosive. "Blade of Loneliness" da una sensazione di desolazione, con droni metallici che semplicemente riverberano nell'aria per poi sparire in lontananza. Davvero molto efficace. "All Wrong" riporta in vita le sequenze sotto forma di una corsa di note di basso staccate che si fanno sempre più veloci mentre altre linee di pulsazioni si aggiungono molto in stile Arc. In effetti questo brano sarebbe stato a casa su "Radio Sputnik", arrivando perfino alle proporzioni di "Arcturus" man mano che procede. Questo album è pieno di tracce fantastiche, ma questa è la migliore fino ad ora - stupefacente! Si conclude con la title track. Suoni elettronici turbinanti ed effetti di vento respirano negli altoparlanti, è come ascoltare i suoni dell'Inferno stesso. Un'altra eccellente sequenza emerge dal caos, ricordandomi un pò Rolf Troztel. Suoni brillanti come pugnalate aggiungono ulteriore effetto alla sensazione di presagio. Questo è uno degli album che ho ascoltato più spesso per tutto l'anno. Assolutamente raccomandato. David Law - Synth Music Direct (UK) Clicca QUI per visitare il loro sito web. |
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BLACK LIGHT Questa non è la creazione più recente di Mac nella sua serie "Classic EM", ma un album registrato nel 2005 durante la guarigione da uno spiacevole incidente con una motosega avuto tre anni fa. Con solide radici nello stile dei maestri della Scuola di Berlino (particolarmente i Tangerine Dream), queste dieci tracce riescono certamente a conservare una propria identità e costituiscono oltre un'ora di piacere auditivo. L'intro un pò macabro di "If I Have To" viene rapidamente riempito da una delle meravigliose sequenze di Mac, la quale a sua volta si evolve in un insieme più complesso. Un paio di delicate melodie arrivano a scorrere sul tutto, dopodiche il pezzo si assesta su di un maestoso e pacifico finale. La mia opinione è che le emozioni più profondamente personali dell'autore sono spesso udibili, come nel caso di "Blade of Loneliness"; il dolore e la volontà di guarire, insieme al desiderio di riscoprire le cose belle della vita, sono qui splendidamente ritratti. La progressiva costruzione di "All Wrong" è anch'essa alla pari dei migliori Tangerine Dream all'inizio degli anni '80. Naturalmente non c'è qui lo stesso livello di originalità, ma Black Light non è assolutamente una copia carbone, ed è un soffio di aria fresca nel mercato di oggi. Estratti dai brani possono essere ascoltati sul sito di questo simpatico musicista italiano. Menno Von Brucken Fock (Olanda) Cliccate QUI per visitare il suo sito. |
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BLACK LIGHT Sebbene scritto durante un momento oscuro della sua vita, la musica in quest'album è tipicamente allegra e irresistibile. "Inadequate" inizia con un caldo suono di violini sintetici come spesso fanno gli AirSculpture, ma in meno di un minuto una batteria regolare e un bel lavoro di sequencer dettano il ritmo. Questo brano a media velocità ha un fantastico groove. E se "Manmade Horrors" ha un titolo piuttosto minaccioso, ha invece un lavoro di sequencer meravigliosamente vivace fin dall'inizio. Sebbene mi ricordi lo stile Berlin School veloce di Dom F. Scab, questo brano cattura anche il classico sound dei BIOnighT. "A Deeper Pain" è ugualmente incongruente, con toni limpidi ed ottimisti che celano la natura delle emozioni di Mac quando scrisse questo brano. Nuovamente sia il sequencing, che il ritmo, che la melodia sono di prima qualità. "Waiting for Winter to End" è più morbido e triste, con dei bei timbri di flauto synth. "Trying to Understand" inizia lento per poi tendere anch'esso verso il lato più melodico e luminoso dello spettro una volta che si mette in moto. Mi piace moltissimo la sequenza di basso estremamente grave in "Scars", bilanciata da toni alti e scintillanti che si muovono sopra di essa. Una sequenza più leggera occupa lo spazio nel mezzo insieme ad un morbido lead di synth. Un intricato intreccio di synth, sequencer, e ritmi da forma a "If I Have To", altro brano divertente. E via così, con composizioni di musica elettronica ben arrangiate fino ad includere la title track che chiude con forza l'album. Ottimo materiale! Phil Derby, Electroambient Space (U.S.A.) - Cliccate QUI per visitare il suo sito |
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BLACK LIGHT - Sylvain Lupari, Guts of Darkness (France) Mac è una metà del duo italiano BIOnighT che ci ha dato il dolce e melodioso Egoheart. Black Light è altrettanto melodioso, ma con un lato più oscuro, un'opera scritta in un contesto difficile dove Mac condivide con noi le sue emozioni per un mondo nero. Un'incerta onda sintetica fluttua per un pò prima che un flusso di ritmo tecnologico rock inizi a muoversi su di una bellissima sequenza di basso: Inadequate, percussioni retrò assumono un tempo circolare, avviluppando strati sintetici insieme ad una bella parte di tastiera dove le note circolano limpide e armoniose. Manmade Horrors continua la sua spinta a passo adrenalinico con con una sequenza solitaria che muove un ritmo acrobatico. Un'altra sequenza di basso semibreve viene aggiunta, approfondendo un ritmo lineare e nervoso su eccellenti pad sintetici fluttuanti. Un contrasto di ritmi che affascina e attrae. A Deeper Pain tiene fede al suo titolo, con una tastiera nostalgica e dolceamara su di una sequenza fluida di basso. In costante rotazione, i synth piangono in una spirale che abbellisce la sua sequenza con delle sobrie percussioni verso il finale. Waiting for Winter to End è un brano superbo di grande sensibilità. Su correnti di violini Mellotron, tasti di pianoforte attraversano un respiro nostalgico con tenerezza ed amarezza. Trying to Understand prende di nuovo la via dei sequencer con stile. Un synth vorticante intaglia l'atmosfera delle sue forme tremolanti, attraversando un sequencer audace che ondula un tempo languido tra cinguetii sintetici. Solo di synth ruotano intorno in un'atmosfera pesante che esplode su percussioni sequenziali ondeggianti e vaporose. Un momento intensamente delizioso, soggiogato da una chitarra sintetica aggressiva e da un synth spettrale. Un grande brano, uno dei migliori che ho sentito ultimamente. E' con una tonante e lugubre sequenza che Scars decolla. Entriamo nella porzione oscura di Black Light. Statica, l'atmosfera è annegata da un synth con oscuri respiri che balbetta mentre un violino suonato da uno gnomo su di una sequenza minimalista blocca il suo stoico pulsare su di un sospiro sintetico sospeso a mezz'aria. Lo spirito oscuro di Black Light continua con If I Have To, dove un grosso riff di chitarra stende il suo ringhiare mentre attraversa una sequenza ondulante di note vaganti. Come in Trying to Understand, le percussioni formano un ritmo infernale dove riff e sequenze vorticano amaramente per poi spegnersi su strati di synth allevianti. I passaggi atmosferici intensi continuano in Blade of Loneliness. All Wrong è di nuovo sulla via dei sequencer con uno passaggio di note staccate massiccio che varia la sua misura sulla pulsazione di ritmi aleatori, pieno di respiri sintetici stridenti, alla Redshift. Intenso e percussivo. La title track (Black LIght) conclude l'opera con pesante vento metallico che fa da rifugio ad una percussione tribale, la quale ruota intorno a solidi accordi vibranti di intensità in un mare cosmico. Black Light di Mac dei BIOnighT è un album potente, uno dei migliori del 2006. Mac ci offre 10 tracce molto diverse una dall'altra, ma interconnesse da una solida ma melodiosa atmosfera. Un misto fra Redshift e Robert Fox. Tutto semplicemente superbo. Sylvain Lupari, Guts of Darkness (France). Cliccate QUI per visitare il sito. |
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BLACK LIGHT Scuola di Berlino di qualità e uno stile di elettronica dal suono analogico. L'ascoltatore ha la sensazione che tutte le note ed armonie siano esattamente al loro posto. Il lavoro di sequencer e di batteria è ben congegnato, diversamente da altre produzioni Scuola di Berlino che mettono elementi a casaccio e li definiscono "improvvisazioni". Trovo che Mac dei BIOnighT sia un compositore/arrangiatore/produttore che sa come ottenere i suoni e le atmosfere che vuole ottenere. Questo non è un album "copia"! L'originalità di questo lavoro esce dagli altoparlanti, e la qualità del suono in generale è ottima. Una delicata esperienza di suono stereofonico, e toni omogenei ma possenti che coprono tutto lo spettro sonoro. Un disco obbligatorio per tutti i fan della musica elettronica. René van der Wouden, musicista (Olanda) Cliccate QUI per visitare il suo sito |
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BLACK LIGHT Nuovamente sono stato così fortunato da ricevere due CD da questo talentuoso artista della scena EM (musica elettronica). Mac potrebbe facilmenete essere descritto come qualcuno che conosce bene la sua strada nel comporre e mixare musica in studio. Senza dubbio abbiamo a che fare con un artista che si esprime attraverso la musica e che è capace di trovare le giuste melodie ed atmosfere per le sue emozioni. Un altro aspetto molto importante è la sua abilità nell'uso del sequencer; ci sono alcune sequenze nelle sue tracce che meritano di essere definite fantastiche. Black Light ci racconta una storia molto personale di Mac durante un periodo in cui stava "lottando". E' vero che la musica mantiene sani di mente nei momenti difficili, e ci sono molte persone che escono da un periodo difficile grazie al loro interesse per la musica o le arti. Inadequate è una buona apertura, e Manmade Horrors è costruito su sequenze senza batteria. A Deeper Pain ha una grande anima e si costruisce poco a poco, il suono simile ad una chitarra è vincente, e con la batteria che parte dopo circa cinque minuti non manca nulla. Waiting for Winter to End è "chilling" senza batteria, I pad sono paesaggi nevosi, e piccoli cristalli cadono dal cielo, una traccia molto raffinata e ben realizzata. Trying to understand trascina in un paesaggio alla Sorcerer di notte, con sequencing di qualità come i TD in quel film, oscuro e a volte sull'orlo della follia! Neppure in Scars compare la batteria, e questo pezzo è un racconto musicale coinvolgente dalla prima all'ultima nota. Uno dei miei preferiti. If I Have to parte con un intro alla hard-rock finchè le sequenze più leggere prendono il sopravvento, la chitarra torna più tardi e rende questa traccia un pezzo unico con una mescolanza di emozioni sostenuta da una potente batteria effettata. Blade of Loneliness è una traccia notevole ed eterea fatta di pure emozioni musicali. All Wrong si prende ogni secondo della vostra attenzione, la palette sonora e le sequenze mutano abilmente, e ci troviamo di nuovo di fronte al "Mac sequencing" al suo meglio. Black Light inizia piacevole e caotica finchè non arrivano le sequenze, i suoni più acuti denotano influenze classiche, e questa è una conclusione davvero degna di un ottimo CD che rappresenta una esplosione creativa. Godfried Stockman, musicista (Belgio) Cliccate QUI per visitare il suo sito |
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