Intervista con Mac dei BIOnighT (febbraio 2010) Di: Phil Derby per Elctroambient Space
L'uomo che si fa misteriosamente chiamare solo Mac non è per il resto così misterioso. In effetti, direi che Mac è uno degli individui più aperti e trasparenti che ho mai incontrato nell'ambiente della musica elettronica. E' molto facile arrivare a conoscerlo, ed abbiamo parlato di molte cose via email nel corso degli anni. E' una persona molto calda, altruista e compassionevole che ha profondamente a cuore molte cose. E' uno dei pochi musicisti che conosco abbastanza bene da considerarlo un amico, anche se non ci siamo mai incontrati di persona. Quando mi chiese di fare un'intervista, in realtà non ricordavo di averne mai fatta una con lui, pensavo di si. E' stata sicuramente una svista da parte mia a cui posso ora rimediare. Vi consiglio di visitare il sito di Mac, dove troverete ulteriori informazioni sul suo conto, moltissima musica gratuita (molti album completi), e una galleria delle foto che scatta, parecchio belle.

1 – Sul tuo sito leggiamo che hai iniziato a suonare a 16 anni, principalmente con strumenti autocostruiti. Come è avvenuto, e che tipo di strumenti costruivi?
Beh, ho sempre avuto questa cosa per i suoni; quando ero piccolo passavo interi pomeriggi nella mia stanza facendo esperimenti con un registratore a bobina casalingo, registrando suoni, cambiandone la frequenza, roba così. Uno dei miei passatempi preferiti era quello che chiamavo “contare gli strumenti”. In pratica, mettevo un disco, mi concentravo su un singolo strumento e lo seguivo per tutto il brano, poi riascoltavo il disco concentrandomi su un altro strumento e così via, finchè sapevo esattamente quanti strumenti suonavano in quel brano e cosa faceva ognuno di essi.
Nel 1972 - avevo circa sette o otto anni – due canzoni arrivarono nelle radio e nei negozi: una era una versione del geniale brano Pop Corn, eseguita dal gruppo italiano La Strana Società (qui http://www.youtube.com/watch?v=JQGDeZdGsOc ), l’altra era una versione di Amazing Grace eseguita al Moog da un altro artista italiano, Il Guardiano del Faro (qui, maciullata dalla qualità audio di youtube http://www.youtube.com/watch?v=b40RYoiSy6g ). Per la prima volta mi rendevo conto che stavo ascoltando strumenti elettronici e ed ero totalmente affascinato e stupefatto al tempo stesso. Feci impazzire mia madre continuando a chiederle come fosse possibile fare musica con una macchina! Sono innamorato dei suoni elettronici da allora.
Un salto avanti ed arriviamo a quando, verso i 16 anni, iniziai a fare del rumore leggermente più organizzato e che poteva quasi essere chiamato musica (ad essere molto generosi). Non avevo nessuno strumento acustico, figuriamoci elettronico, ma il forte bisogno di generare suoni era lì. Così iniziai a costruirmi degli arnesi assurdi, grezzi e un pò ridicoli con tutto quello su cui riuscirvo a mettere le mani. Uno era una corda di una racchetta da tennis giocattolo a cui collegai la testina di un giradischi – una sorta di bizzarra chitarra elettrica – un altro era un pezzo di amplificatore di uno stereo che mettevo in cortocircuito per generare dei ritmi elettronici piuttosto affascinanti (naturalmente, non passò molto prima che saltasse per aria) e molti altri, tutti ugualmente strani. Le mie percussioni erano fatte di palloncini gonfiabili tesi sopra delle lattine vuote, attrezzi da cucina rotti, vecchi cuscini del divano, lame di falciatrice, etc. Alcune chitarre giocattolo, flauti di plastica economici, un organo elettrico di plastica bianca e arancio ed altra immondizia completavano il mio set di non-esattamente-strumenti. Ed ora, fortunati lettori, ecco un’esclusiva stupefacente per EAS: una compilation di frammenti audio da quell’era lontana (ero probabilmente fra i 16 e i 18 anni di età), in tutta la loro gloria di sovraincisione marcia da cassetta a cassetta www.macvibes.com/TEMPORSOUNDS/EAS_Mac_of_BIOnighT-early_snippets.mp3 e credo questa sia la cosa più imbarazzante che abbia mai reso pubblica #>___>#
Per favore, nessuno mi rammenti che all’incirca a quell’età Mike Oldfield registrò Tubular Bells…

2 – A parte il tuo background nella costruzione di strumenti, hai avuto un’educazione musicale tradizionale?
No, i miei genitori non hanno mai incoraggiato nessuna delle mie inclinazioni artistiche, ed erano particolarmente contrari alla mia musica. Certo, dopo aver sentito i frammenti qui sopra, è difficile dargli torto ;-) ma non è quello il punto. Devo purtroppo ammettere che qualsiasi capacità abbia acquisito in vita mia è stato nonostante loro, e mai grazie a loro. Non ho nessun rancore nei loro confronti, vorrei precisarlo, il tempo in cui ce l’avevo con loro è sepolto in un passato remoto. Erano esseri umani, hanno commesso degli errori. Credo che crescere voglia anche dire lasciare il passato al passato e liberarsi di quei pesi emotivi che possono solo bloccare la tua evoluzione come persona e spesso distruggere ogni tua possibilità di felicità. Perdonare se stessi e coloro che hanno dato forma al tuo passato per ricominciare da capo con un’anima più limpida è il primo, fondamentale passo verso una vita senza tormenti.

3 – Come hai incontrato l’altra metà dei BIOnighT, Sbrizzi FaBIO?
Ho sempre solo raccontato parte della storia perché la premessa è un po’ bizzarra ed alcuni potrebbero pensare che si tratti solo di una curiosa coincidenza (e forse lo è) o qualcosa che mi sono inventato per attirare l’attenzione (che non è). La racconto per intero per la prima volta.

Molti anni fa, avevo l’abitudine di prendere la macchina nel cuore della notte (vado a letto generalmente alle 6 del mattino e mi alzo alle 2 del pomeriggio), guidare cinque minuti fino ad un posto dove potessi parcheggiare e fare una lunga passeggiata fra i paesini vicini. Una notte mi sentii spinto a scendere per una stradina privata che portava ad alcune case a schiera, tutte uguali. Mi trovai a camminarci davanti fino ad arrivare ad una identica alle altre, che eppure restai a fissare per un po’, senza capire il motivo di questa strana attrazione. Questa cosa accade di nuovo occasionalmente per un paio d’anni durante le mie passeggiate notturne, senza che ne capissi il motivo.

Era un pomeriggio tardo del dicembre 1998 quando FaBIO diede un passaggio a mio nipote Abraham che stava facendo autostop. Iniziarono a parlare di musica ed Abraham scoprì così che FaBIO, come me, amava i Tangerine Dream, Klaus Schulze e tutti quei musicisti che la maggior parte della gente non sa neppure che esistano., ed che anche lui era un musicista elettronico. Ci mise in contatto (non ci eravamo mai incontrati prima) e FaBIO mi invitò a casa sua. Ora, per quanto ne so, noi siamo gli unici italiani a fare questo tipo di musica, per cui scoprire che vivevamo a cinque minuti uno dall’altro era già strano abbastanza, ma fu per me ancora più strano scoprire che che lui viveva proprio in quella casa davanti a cui mi trovavo così spesso senza sapere il perché…
Ecco, ora ho raccontato la storia per intero, decidete voi se è coincidenza od altro, io non ne ho idea.

4 – C’è stata una serie di album dei BIOnighT per un po’, poi nulla, ed ora sembrano essere ricominciati. Cos’è successo, puoi raccontarci?
Prima di tutto, le vite personali interferiscono inevitabilmente con qualsiasi attività creativa – il lavoro, la famiglia (lui è sposato con due figli) e tutte le cose di cui la vita è fatta si prendono molto tempo.
Secondo, io e FaBIO siamo del tutto diversi, in ogni modo possibile ed immaginabile, e così abbiamo sovente dei periodi tempestosi che riusciamo a superare solo grazie alla nostra amicizia, ma non è mai facile. Abbiamo quindi dei periodi non creativi (e non amichevoli), il che non è necessariamente un male, dato che ci consente di crescere e sviluppare nuove idee da mettere nella nostra musica quando quando finalmente torniamo a lavorarci.

5 – Le note dettagliate nei tuoi album e sul tuo sito sono molto personali. Sembra davvero che tu metta anima e cuore nella tua musica. Puoi descriverci come la tua vita e la tua musica sono intrecciate e come una influenza l’altra?
La mia musica (mi riferisco ai miei album solisti) è semplicemente il riflesso di tutto quello che sento, provo, ho bisogno, temo – in pratica, ogni aspetto delle mie esperienze di essere umano. Il che spiega anche la mia abbondante produzione ;-) A volte è una confusa sensazione a spingere il processo creativo, ma la maggior parte delle volte è un concetto od un’emozione precisa che ho bisogno di convertire in musica per farla uscire da me e farla diventare suono. Potrebbe essere un umore stimolato dal mondo esterno, come questo brano sull’atmosfera da fine dell’estate www.macvibes.com/TEMPORSOUNDS/END_OF_SUMMER---Mac_of_BIOnighT.mp3 o il bisogno di descrivere quello che mi succede dentro, come in questo brano sui mari silenziosi di agitazione e dolore che provavo in quel periodo www.macvibes.com/TEMPORSOUNDS/SILENT_SEAS---Mac_of_BIOnighT.mp3 .
Non è però necessariamente un’emozione profonda che diventa musica, potrebbe semplicemente essere parte delle mie fantasie da bambino (in senso del tutto positivo) come la serie di album Space Adventures ( www.macvibes.com/spaceadventures ) o una canzoncina buffa come questa www.macvibes.com/TEMPORSOUNDS/THE_NEXT_SUMMER_HIT---by_Mac_of_BIOnighT.mp3 creata come una sorta di scherzo per una delle mie nipoti. In ogni caso, la mia vita e la mia musica sono decisamente una cosa sola. (a proposito, le mie scuse a te, Phil, ed ai lettori per aver trasformato questa intervista in un caos multimediale, ma la musica è le mie parole…)
Per quanto riguarda invece I BIOnighT, il processo è molto diverso, in quanto l’anima musicale di FaBIO lavora senza nessun concetto pre-esistente da esprimere ed è stimolata semplicemente dalle note e dai suoni. Questa è un’altra differenza ancora che rende il nostro lavorare insieme così difficile, ma alla fine gratificante.

6 – Qualche anno fa ti capitò un grave incidente; puoi raccontarci di quello che accadde e quale impatto ha avuto sulla tua vita e la tua musica?
Il 2004 – e la manciata di anni che lo hanno preceduto – erano stati molto difficili, in molti modi diversi. La cosa più dolorosa era che il mio cognato/amico Eros stava da tempo combattendo contro un tumore ed i primi segni che avrebbe perso la battaglia stavano iniziando a comparire. Un nuovo anno stava per iniziare d io speravo – ed avevo bisogno di credere – che il 2005 sarebbe stato l'anno in cui le cose avrebbero iniziato a migliorare. Si, certo, come no.

Il 3 gennaio stavo tagliando della legna per la stufa con una motosega. Neppure oggi saprei dire cosa accadde: forse un chiodo nel legno, forse qualcos'altro, ma qualsiasi cosa fosse, la motosega (una di quelle potenti e cattive) rimbalzò indietro con violenza e mi colpì la faccia, aprendola in due. Sono stato fortunato, sei o sette centimetri più sotto e mi sarei tagliato via la testa, un paio sulla destra e mi sarei distrutto il naso e un occhio e probabilmente non sarei sopravvissuto. Invece mi tagliai tutto da appena sotto l'occhio sinistro alla punta del mento, diagonalmente, senza più nulla a collegare le due metà, e facendo a pezzi l'osso dello zigomo (tuttora mi manca un frammento di osso nell'orbita), più un dente ed altra roba. L'operazione, fortunatamente praticata da un chirurgo straordinario al pronto soccorso, durò più di quattro ore e per alcune settimane vissi a casa di una delle mie sorelle (lasciatemi ringraziare ancora una volta le mie sorelle per l'aiuto costante che sono state durante tutta la mia vita!). Ho perso alcuni muscoli e nervi facciali e parte della sensibilità di volto e labbra. Mi ci vollero mesi per imparare a mangiare e parlare normalmente di nuovo, allenando i muscoli rimasti a compensare quelli persi.
E, naturalmente, sembravo il mostro di Frankenstein.

Spesso diciamo: “Mi immagino...” o “Capisco”. No, non è vero. Così come io non capivo cosa si prova a perdere qualcuno per un tumore prima di perdere Eros, anche se pensavo di saperlo. Non dite mai “Posso immaginarmi...” perchè ci sono cose che non si possono immaginare se non si provano direttamente, credetemi. Sono estremamente grato per l'incidente della motosega, perchè non sapevo e non immaginavo cosa si prova ad avere un handicap fisico e doversi relazionare agli altri tutti i giorni. I bambini avevano paura e si nascondevano dietro le mamme, che cercavano di calmarli senza farsi troppo notare da me, ma in quelle condizioni noti tutto, tutto si amplifica. Gli adulti mi parlavano concentrando lo sguardo sulle mie sopracciglia, sperando che non notassi che stavano in realtà cercando di non ferirmi guardandomi la faccia, e ferendomi ancora di più nel far questo.

Ora ho un aspetto pressochè normale, ma sono grato per quei lunghi mesi, perchè ora posso davvero immaginare cosa si prova ad essere su una carrozzina a rotelle o senza un braccio, o qualsiasi altra cosa che ti rende differente dagli altri, quando ti trovi tra gli altri ed ogni sguardo ed ogni non-sguardo può penetrarti il cuore da parte a parte. Considero l'aver avuto la possibilità di capire questo un grande regalo.

Per quanto riguarda la musica, il risultato di quello che avevo dentro è nell'album “Black Light”, e non è probabilmente una coincindenza che sia ancora uno dei miei album più intensi e torturati. Questo è un brano tratto da Black Light www.macvibes.com/TEMPORSOUNDS/IF_I_HAVE_TO---Mac_of_BIOnighT.mp3

7 – Mi hai parlato più volte dell'importanza di amici e famiglia. Hai un buon rapporto con la tua famiglia? Vivono tutti in Italia vicino a te?
Eccetto per un nipote che vive in Scozia, tutte le persone che considero la mia famiglia – anche se non ne condivido necessariamente il sangue – vivono in Italia e nella mia stessa zona. E sono una persona molto fortunata sia per quanto riguarda la mia famiglia che gli amici. Se sono una persona ragionevolmente felice è anche grazie a loro, specialmente quelli più vicini alla mia anima.

8 – Torniamo a parlare di musica. Tu e Sbrizzi avete appena pubblicato un nuovo album come BIOnighT, “Resonance of the spirit” Qual'è stata l'ispirazione per questo album?
Il fulcro di questo album è la cetra di FaBIO, che ha scoperto l'esistenza di questo strumento durante una visita ad un monastero, dove un monaco stava suonando. Quel particolare tipo di cetra è costruito solo da un paio di artigiani in Italia. FaBIO contattò quello più vicino e se ne fece costruire un esemplare. Era così entusiasta di questo strumento che si mise subito ad imparare a suonarlo. Suggerì anche di utilizzarlo nel nuovo album, cosa che fecimo. Ci vollero due anni a completare l'album, e FaBIO suona molto meglio ora rispetto a quanto potete sentire sull'album, ma credo che abbia fatto comunque un buon lavoro :)
E' un'opera più spirituale rispetto alle precedenti, anche se non in senso religioso, e più calmante per lo spirito, anche se non in senso new age.

9 – L'album ha un suono diverso dal vostro consueto stile Scuola di Berlino, ed include anche strumenti acustici e voce. E' intenzionalmente una cosa differente oppure è stato un caso?
Cerchiamo sempre di non ripeterci, anche se questo accade inevitabilmente a tutti e noi non facciamo eccezione. Ci sforziamo, però, di rendere ogni album un pochino diverso dai precedenti. Dopo “Back to Orion” sperimentammo alcune idee, come un album (abortito) ispirato a “20000 leghe sotto i mari”. Ad un certo punto proposi un album vagamente ispirato ai ritmi e alle atmosfere del medio oriente, che trovo estremamente affascinanti. La traccia con la voce ed il flauto di bamboo (Narem) era in realtà la demo che registrai per far sentire a FaBIO cosa avevo in mente, ma – come al solito – bocciò l'idea. Alla fine ci accordammo per il semplice concetto cetra+elettronica, anche se abbiamo tenuto il brano con voce e flauto che avevo già registrato. Comunque, nonostante i miei dubbi iniziali, il miscuglio di strumenti acustici ed elettronici risultò piuttosto interessante, come in questo brano http://www.youtube.com/watch?v=YpT-8Mneqa0 in cui abbiamo usato la cetra (suonata da FaBIO) e due emulazioni di Mellotron (suonate da me), e siamo quindi abbastanza contenti di questo album :)

10 – Usate molti sintetizzatori “virtuali”. Come funziona il lavoro in studio con più di una persona? Come create musica insieme tu e Sbrizzi?
In realtà, dal 2006 usiamo esclusivamente synth virtuali (vst) – o meglio, synths ed effetti gratuiti che un sacco di geniali e generosi sviluppatori rendono disponibili liberamente a tutti in rete (un enorme GRAZIE a tutti loro una volta ancora!). FaBIO ed io ci sediamo a turni alla tastiera e davanti allo schermo del computer per registrare quello che suoniamo, a volte dirigendoci l'un l'altro in tempo reale, per lavorare poi insieme sul materiale registrato, per cui la maggior parte delle volte ogni parte è il risultato del lavoro di entrambi. In effetti è a volte difficile anche per noi stabilire chi ha fatto cosa in un certo brano dopo qualche anno O__O
E' un mondo totalmente diverso rispetto alla classica formazione tipo chitarra/basso/batteria in cui ognuno ha un suo ruolo definito; qui la fusione di anime e tecniche musicali è molto più profonda, in quanto entrambi interveniamo su tutto.
Purtroppo, a volte uno è l'acqua e l'altro olio, per cui la fusione non funziona ;-) Questo è anche uno dei motivi per le occasionali pause nella nostra produzione.
Riguardo gli aspetti meno tecnici, ci vuole molta pazienza da parte di entrambi per via dei metodi e dei sentieri emotivi diversi che ci piacerebbe seguire non appena un pezzo inzia ad emergere. Credo che la parte più difficile sia l'aver fiducia nell'altro ed aiutarlo a dar forma alla sua visione, abbandonando la propria, ma alla fine ne vale la pena e fin qui non ce ne siamo pentiti troppo spesso.

11 – Ci dirai mai il tuo vero nome?
No ;-) Ma vi racconto la storia dietro al mio nome pubblicamente per la prima volta (hey, un sacco di scoop esclusivi ;-)

Un nome è una cosa molto più potente di quanto si pensi. Ecco perchè credo che tutti dovrebbero essere liberi di fare come alcune tribù di nativi americani, da quanto ne so: quando un ragazzo cresceva, poteva scegliere il suo nome da adulto che lo avrebbe rappresentato.
Nel mio caso, non è solo che non mi è mai piaciuto il nome che mi fu dato alla nascita, ma esso mi impedisce anche di liberarmi di un passato pieno di profonda infelicità, malattia e solitudine. Sia chiaro, sono ben cosciente del fatto che ci sono persone che hanno avuto delle esperienze davvero orribili e che io sono stato molto fortunato, dopo tutto. Ma è comunque una parte della mia vita che vorrei lasciarmi alle spalle.

Quando, intorno ai 25 o 26 anni (cioè quando la malattia che mi aveva reso un invalido per circa 14 anni scomparve misteriosamente, tra le altre strane cose) decisi che finalmente volevo una vita che valesse la pena di vivere invece della foschia di sorda sofferenza emotiva che era stata fino ad allora. Per rinforzare questa decisione, mi scelsi anche un nome nel quel potessi finalmente riconoscermi.
Questo nome sono io, la persona a cui ho dato forma, l'altro nome è quello che non ho mai voluto essere e che comunque non sono più. Ogni volta che qualcuno lo usa è come se il mio passato mi venesse sbattuto in faccia con violenza. E non è piacevole. Per nulla.
Così, come diceva sempre un musicista dixieland tedesco che conoscevo un tempo, “il nome è Mac, il cognome BIOnighT”. E direi che questo riassume tutto ;-)
Intervista con Mac dei BIOnighT (Ottobre 2006) Di: Sylvain Lupari per Guts of Darkness
Black Light è uno dei primi dieci CD quest'anno. Finora le recensioni sono state positive. Come ti fa sentire tutto questo?

Beh, naturalmente è molto lusinghiero e ne sono decisamente felice. Spero solo che questo non genererà troppe aspettative riguardo i miei prossimi album, e/o che mi ritroverò intrappolato in un solo genere musicale, in un solo tipo di elettronica... Comunque, sono ovviamente molto contento che Black Light sia stato apprezzato dagli amanti del genere!

Senza girarci intorno: è un album oscuro. Un'atmosfera cupa circonda l'ascoltatore con uno spirito nero. Ho ragione? Cosa si nasconde dietro questo spirito oscuro di Black Light?

Stavo attraversando diversi episodi dolorosi della mia vita durante la registrazione dell'album. L'anno era iniziato con un brutto incidente con una motosega mentre stavo tagliando della legna. La motosega rimbalzò indietro tagliando in due un lato della mia faccia, causando molti danni. Dovetti reimparare a parlare, a mangiare, a usare le espressioni del viso... Mentre mi stavo riprendendo, però, c'erano altre cose personali - consentitemi di tenerle per me - che stavano andando malissimo, cose molto più importanti di quello che era successo alla mia faccia. Il risultato fu un sacco di dolore emotivo che semplicemente uscì sotto forma di musica.

E' un CD di rara intensità. Ci sono pochi momenti atmosferici, e le sequenze sono molto aggressive. Mac stava soffocando nello stile più leggero dei BIOnighT?

I BIOnighT sono sempre stati per me l'opportunità di fare cose che da solo non potrei fare o che non farei. In realtà, io sono per natura piuttosto ottimista, per cui faccio un sacco di musica più leggera anche per i miei progetti solisti :)

Le sequenze in Black Light sono molto massicce. Mac ha sviluppato una nuova mania sequenzialista? Un pò come Mark Shreeve, oppure era solo per realizzare questo album in particolare?

Ho sempre amato le sequenze; quando ascoltai Ricochet dei Tangerine Dream per la prima volta avevo 19 anni, e da allora non mi sono più ripreso dal folle amore per le sequenze! Le uso quasi ovunque, non importa quale tipo di musica stia facendo, ma ovviamente esse giocano un ruolo preponderante nelle mie produzioni Berlin School - dopo tutto sono quello che rende questo genere quello che è, no? :)

Perchè un titolo come Black LIght (Luce Nera), se si considera che una luce, per definizione, è luminosa? C'è un paradosso dietro questo titolo? Lo ying contro lo yang? L'eterno conflitto fra la notte e il giorno?

Il punto è che l'aspetto e il significato di qualsiasi cosa uno percepisca dipende da come lo percepisce... La luce non è necessariamente brillante e positiva, dipende da come ti senti. Se ti senti male abbastanza, allora perfino la luce può sembrare nera e negativa. La realtà può essere oggettiva, ma l'interpretazione di essa è influenzata dalle proprie condizioni emotive.

Sei soddisfatto del risultato?

Quando faccio musica ci sono solo due cose che mi interessano: la prima è che la musica deve rappresentare perfettamente le emozioni, i concetti, le sensazioni, le esperienze che ho bisogno di trasformare in musica. Questa è la cosa più importante. La seconda è la comunicazione, nel senso che la persona che l'ascolta dovrebbe provare quello che provavo io, o capirlo, o almeno essere toccato dalla musica in qualche modo. Con Black Light credo di aver ottenuto entrambi gli scopi abbastanza decentemente, per cui direi che sono soddisfatto :)

Chi è il vero Mac? Quello di Black Light o quello romantico e malinconico che scopriamo in Egoheart?

C'è gente del tutto priva di personalità che potrebbe venire rappresentata da un muro grigio, ma io credo che la maggior parte delle persone abbiano diversi aspetti e sfaccettature - alcuni molti, altri solo qualcuno. Io credo che il mio vero me stesso sia solo la combinazione di tutti i miei vari aspetti, come chiunque altro.

Anche il tuo partner ha pubblicato un album solista. E' questa la risposta alle nostre domande riguardo la fine dei BIOnighT? Possiamo attenderci altro materiale dai BIOnighT oppure entrambi intraprenderete una carriera solista?

I BIOnighT sono vivi e vegeti, per fortuna. Sono passati quasi otto anni da quando ci siamo incontrati e siamo ancora pieni di progetti ed entusiasmo :) Ci saranno presto alcune novità riguardo i BIOnighT, dato che siamo in una fase piuttosto attiva. Tanto per incominciare, SynGate dovrebbe pubblicare l'abum che abbiamo terminato nel 2005 chiamato "The Art of Friendship". Abbiamo inoltre completato un nuovo album intitolato "The Rain is Over" e stiamo attualmente lavorando su un altro album ancora...

E' più difficile lavorare in team o da solo?

Proprio come nella vita, se non devi rendere conto a nessuno è generalmente tutto più facile, dato che non devi fare compromessi, discutere, cedere, insistere, etc. Però io sono stato così fortunato da trovare FaBIO, che è una persona eccezionale e un amico fantastico, per cui in qualche modo riusciamo sempre a trovare una soluzione a tutto :)

Perchè avete sentito entrambi il bisogno di progetti solisti?

Ho sempre lavorato da solo, sia prima che durante l'esperienza BIOnighT. Probabilmente non molti lo sapevano perchè Syngate ha solo da poco iniziato a pubblicare i miei album solisti, ma davvero ne ho sempre realizzati. L'album di FaBIO, però, è una cosa che volevo tantissimo io! Lui non ha mai sentito il bisogno di lavorare su di un album solista (dice sempre che una cosa - non importa cosa - fatta da soli non può essere bella...), ma avevo sentito alcune idee che aveva abbozzato ed erano semplicemente fantastiche, così ho iniziato a spingerlo fino a convincerlo a registrare finalmente "Comunicare", il suo primo CD. E ne sono contento, perchè è bellissimo!

Stai registrando un nuovo lavoro? Se si, quale sarà l'orientamento musicale?

Lavoro sempre su un certo numero di dischi simultaneamente - da cinque a dieci o più - tutti appartenenti a vari generi. Per averne un'idea visitate il mio sito www.macvibes.com dove gli album sono divisi in "serie" in base al tipo di musica o di concetto. La musica che faccio si muove dalla Berlin School, alla dance, alla techno, alla musica tipo colonna sonora, ispirata dalla fantascienza e dall'horror, un po' di tutto! :)

Si, ho visto che crei svariati tipi di musica visitando il tuo sito, che è molto ben fatto, tra l'altro.

Grazie. Beh, non ho un lavoro regolare perchè impazzirei se dovessi fare la stessa cosa ogni giorno... non ho una famiglia perchè non reggerei a vivere con le stesse persone ogni giorno... Forse un giorno tutto questo cambierà e troverò conforto nella ripetizione, ma per ora le stesse cose mille volte mi fanno uscire pazzo! Ho bisogno di cambiamento, evoluzione, movimento. Per questo non potrei mai suonare sempre lo stesso tipo di musica ogni giorno. Inoltre, ci sono così tanti aspetti della vita, così tante diverse esperienze, così tante diverse emozioni che sento il bsogno di mettere in musica che non potrei mai farlo restando confinato in un solo genere!

Qual'è la popolarità di Mac, BIOnighT e dell'elettronica in Italia?

Zero, zippo, rien, nada! L'Italia sta andando all'indietro in molti modi, la gente è solo interessata ad avere l'ultimo modello di cellulare, una macchina di lusso, i vestiti firmati... Tutti qui si stanno trasformando in stupide marionette nelle mani dei signori del marketing - niente cervello, niente personalità... niente è importante per loro tranne apparire alla moda e più ricchi di quello che sono. E' la vittoria dell'avere sull'essere. L'elettronica non è di moda, non è quello che devi ascoltare per essere figo, per cui nessuno l'ascolta... Questo vale per ogni altra cosa - film, libri... perfino le relazioni personali! La cosa triste è che tutto il mondo sta andando in quella stessa direzione, e questo coinvolge cose molto più importanti della musica...

Quando hai iniziato ad interessarti di musica elettronica?

Avevo circa sette anni quando sentii alcune canzoni fatte con i vari Moog etc. Feci diventare matta mia madre a forza di chiederle com'era possibile che una macchina potesse essere usata per fare musica! Credo iniziò tutto da lì... Così passai un sacco della mia infanzia nella mia stanza a fare esperimenti con un vecchio registratore a bobina, anche se iniziai a fare cose che potevano essere definite musica solo verso i 16 anni.

Per i nostri lettori, potresti dirci la tua classifica dei cinque cd, film e libri preferiti?

E' passato così tanto da quando avevo tempo per libri e film che nominarne cinque vorrebbe dire nominare roba che amavo quando ero un'altra persona, nel passato... La sola storia che mi è capitato di rileggere varie volte nel corso degli anni è un racconto di Stephen King intitolato "My pretty pony". Riguardo i film, sono semplicemente troppi. Quanto ai CD, credo che Ricochet dei Tangerine Dream sia il miglior album di tutti i tempi, ma è difficile nominarne solo altri quattro, ce ne sono così tanti che amo… ne nominerò qualcuno a caso, come rappresentanti anche di tutti gli altri:
- Oxygene - Jean Michel Jarre (capolavoro assoluto!!)
- Tango - Matia Bazar (uno dei migliori album di synth pop mai esistiti!)
- Discovery - Mike Oldfield
- Atlas Ufo Robot - Actarus (Qualche fan doi Goldrake là fuori? ;-)
- Breva e Tivan - Davide van de Sfroos

Quale è stato la tua fonte principale di ispirazione?

Tutti, e anche qualsiasi nota di qualsiasi brano che ho sentito in tutta la mia vita...

Avevi altre preferenze musicali prima di scoprire l'elettronica?

Ho sempre amato la musica in generale, indipendentemente dal tipo :)

Alcuni dicono che i musicisti elettronici non sono veri musicisti o compositori, ma piuttosti geni dello studio. Sei d'accordo?

Credo che ci sia parecchia confusione riguardo cosa sia la musica veramente. La grande maggioranza della gente confonde ancora la "performance" con la "musica". Per esempio, Mozart non eseguiva la musica che scriveva personalmente, come avrebbe potuto? Ci voleva un'orchestra e lui era solo una persona. Dobbiamo quindi presumere che fosse un idiota? Non direi… Allo stesso modo un musicista elettronico moderno compone musica che necessita di trenta, quaranta tracce. Ci vorrebbero trenta, quaranta persone per eseguirla in tempo reale! Invece, egli crea ogni traccia da solo. Inoltre, esegue il mixaggio, applica gli effetti, etc. Di nuovo, il lavoro di una dozzina di tecnici! Eppure viene sfottuto e deriso perché non "esegue" la sua musica in tempo reale… proprio come non lo faceva Mozart! Fare musica elettronica è estremamente simile a disegnare o dipingere: nessuna performance in tempo reale, ma emozioni reali. Se l'elettronica non vale nulla, allora tutti i dipinti e i disegni nella storia non valgono nulla. E non dimentichiamo che un musicista è una persona che usa uno strumento… ora, cos'è uno studio se non uno strumento (e anche bello complicato)?

L'elettronica classica avrà sempre il suo posto o sarà rimpiazzata dalla techno e dagli altri generi moderni?

Grazie ad internet credo che tutti i tipi di musica troveranno sempre un gruppo di persone che li sostengono. L'elettronica classica non sarà mai di largo consumo, comunque.

Cosa pensi delle nuove tecnologie riguardo l'evoluzione musicale?

Proprio come ogni altra tecnologia, dipende dall'uso che se ne fa… e l'umanità ha un dono per usare tutto al peggio!

Qual è la tua opinione sugli MP3?

Male, male, male…

Possono aiutare l'elettronica oppure, come con altri generi, fermeranno le vendite?

Hanno fermato le vendite e fermeranno anche la musica, alla fine…

Da parte dei lettori di GOD, grazie per il tempo che ci hai dedicato e per la tua musica.

Grazie a voi per l'intervista e grazie a tutti coloro che ascoltano la mia musica, lo apprezzo davvero!
Intervista con i BIOnighT (Aprile 2004) Di: Artemi Pugachov per E-dition magazine
1 - Avete avuto qualche altra esperienza musicale prima di formare i BIOnighT?

FaBIO: No, personalmente non ho mai avuto nessuna esperienza particolarmente significativa.
Mac: Beh, quando avevo cinque o sei anni passavo i pomeriggi in camera facendo esperimenti con un vecchio registratore a bobina cercando di ottenere strani suoni da esso cambiando la velocità del nastro e cose del genere, i suoni mi hanno sempre affascinato. Più tardi, quando incominciai ad organizzare il rumore in qualcosa che poteva quasi essere chiamata musica, suonavo con strani "strumenti" che costruivo con qualsiasi oggetto trovassi; per esempio, uno di essi era fatto con la testina di un vecchio giradischi collegata ad una corda di una racchetta da tennis - una sorta di chitarra elettrica senza corpo dal suono molto strano - mentre un'altro era fatto di latte del caffè vuote con dei palloncini gonfiabili tesi sul lato aperto, e poi c'era una bizzarra drum machine che ottenevo mettendo in corto circuito un vecchio amplificatore di uno stereo da casa; questo arnese aveva un suono che avrebbe entusiasmato i Kraftwerk, ma non c'è bisogno di dire che non passò molto tempo prima che tutto l'apparecchio saltasse per aria! Comunque, faccio musica da quando avevo 16 anni, ma prima del progetto BIOnighT le sole cose "pubblicate" erano qualche nastro per i miei amici. Inoltre, non avevo mai suonato con nessuno, perchè la musica è per me molto privata e personale. FaBIO è l'unica persona con cui ho mai condiviso quella parte molto intima di me, e probabilmente l'unica con cui mai la dividerei. Per cui penso di poter dire che che non ho mai avuto nessuna esperienza musicale seria prima dei BIOnighT.

2 - Come descrivereste il processo del lavorare insieme? Create di solito in perfetta armonia uno con l'altro o è a volte una specie di disputa musicale, o perfino un litigio?

BIOnighT: A parte il periodo di Afterpost - durante il quale tutto si trasformava in litigio - suppongo che potremmo descrivere il nostro processo creativo come "armonia", ma la parte più importante di esso è probabilmente la fiducia e la fede uno nell'altro. Vedi, quando inizi a scrivere un pezzo ed esso è ancora lì senza una forma, il tuo cervello e la tua anima ti suggeriscono una direzione che tu senti il brano dovrebbe prendere, ma questa è a volte molto diversa dal modo in cui un'altro musicista svilupperebbe la stessa idea. Quando ci succede questo, molto spesso facciamo quello che equivale ad un vero salto di fede: uno di noi decide che forse l'altro ha una visione più chiara delle potenzialità del brano, e gli lascia la guida nonostante tutte le sue perplessità. Altre volte risulta evidente che uno di noi è emotivamente più coinvolto da un brano di quanto lo sia l'altro, e così l'altro rinuncia alla sua visione; dopo tutto possiamo sempre fare un remix di quella traccia e fare tutti contenti!

3 - Quali sono le vostre principali influenze?

FaBIO: All'inizio ascoltavo solo musica classica, ballate medievali, musica celtica, e cantanti e cantautori italiani; poi un giorno a casa di un amico "incontrai" la musica elettronica - Phaedra dei Tangerine Dream, per essere precisi. Capii che le emozioni generate da quel tipo di musica erano uniche, e da allora sono diventate sempre più una parte di me.
Mac: Qualsiasi tipo di musica, davvero; come BIOnighT siamo ovviamente influenzati dalla Scuola di Berlino, ma personalmente mischio frammenti di qualsiasi cosa in quello che faccio e cerco sempre di ascoltare attentamente tutti i tipi di musica, in quanto trovo sempre cose interessanti ed idee da cui imparare in tutti i generi musicali.

4 - Quali strumenti suonate solitamente, ed in particolare quali strumenti avete usato in "Egoheart", "Afterpost" e "Daybreak"?
BIOnighT: Credeteci o meno, abbiamo usato solo una workstation GEM S3 turbo ed alcuni suoni di una Soundblaster Live. Credo che ci siano un sacco di musicisti là fuori che hanno gli strumenti più stupefacenti, ma che usano solo il 15% di quanto le loro macchine possono generare in termini di potenza musicale. Uno strumento è un attrezzo attraverso il quale puoi esprimere te stesso, e più lo conosci, migliori sono i risultati che puoi ottenere. Pensa a cosa un musicista può ottenere da un violino, ad esempio: è solo un pezzo di legno, ma ci sono un numero stupefacente di cose che puoi fare con esso se davvero arrivi ad averne la padronanza! Per cui trovo un pò deprimente che la maggior parte delle persone arrivi a conoscere i suoi strumenti elettronici solo quel tanto che basta per ottenerne le funzioni più basilari ed ovvie...

5 - Cosa pensate del fatto che la gente creda che la musica elettronica sia completamente automatizzata?

FaBIO: Credo che abbiano superficialmente ragione, ma solo quando fai musica con le macchine puoi capire che non è affatto così, perchè se non hai nulla da esprimere qualsiasi strumento è inutile.
Mac: Sfortunatamente, credo sia inevitabile. Oggi ci sono così tanti aggeggi che fanno delle cose straordinarie interamente da soli che la gente pensa che qualsiasi apparecchio elettronico funzioni nello stesso modo. E' una questione di ignoranza, mancanza di informazione, o perfino di disinformazione da parte di giornalisti, TV e riviste. Quando nel 1978 il primo cartone giapponese approdò sui teleschermi italiani, gli idioti che lavoravano per la stampa italiana scrissero un sacco di articoli dicendo che quella serie era stata fatta da un computer. Attenzione: non scrissero che era stata fatta CON un computer, ma DA un computer! Scrissero che qualcuno in Giappone buttava un pò di informazioni sulla storia, i personaggi e i colori in questa misteriosa macchina, e questo stupefacente computer produceva l'intero episodio completamente da solo... e tutti ci credevano!! In realtà, nessun computer di nessun tipo veniva usato dagli studi nipponici all'epoca (era il 1978, accidenti!) e quelle serie erano create nel modo tradizionale, cioè disegnate e colorate interamente a mano. Sono passati quasi tren'tanni da allora, e ci si aspetterebbe che la gente abbia raggiunto un diverso livello di informazione, ma in realtà è perfino peggio di prima perchè ora la gente pensa di sapere tutto e rifiuta perfino di ascoltarti quando dici che la musica elettronica NON è quella cosa che i ragazzini fanno coi campioni e qualche software giocattolo, o qualcosa che le macchine fanno da sole. E' triste, ma ora che l'informazione è disponibile per tutti, c'è più ignoranza di quanta ce ne sia mai stata prima, e questo non è vero solo per la musica elettronica...

6 - Che relazione trovate tra la musica elettronica e la fantascienza, o l'esplorazione dello spazio?

FaBIO: Sono entrambe infinite.
Mac: C'è una forte connessione, ma è difficile indicare con precisione il vero motivo dietro a questa. Forse è perchè lo spazio è ancora un luogo misterioso, qualcosa di cui siamo parte ma che ciononostante non vedremo mai davvero, e così i suoni alieni che gli strumenti elettronici possono creare sono quelli che meglio di ogni altro possono descrivere i territori sconosciuti oltre la nostra atmosfera. Sono strani, e difficili da identificare con oggetti terrestri - per esempio, un flauto è fatto di legno, che viene da un albero, che è a sua volta una cosa molto terrestre e comprensibile, ma ascoltate un Moog: nessun oggetto terrestre può venire direttamente collegato ad esso, mentre è relativamente facile immaginare una galassia od un pianeta lontano ascoltandolo. Queste sono cose che esistono, ma per via dei limiti degli esseri umani essi vivono praticamente solo nella nostra immaginazione, senza nessuna connessione diretta col mondo che vediamo intorno a noi, proprio come i suoni degli strumenti elettronici.

7 - Potete parlarci di Songswell, l'album che differisce stilisticamente dagli altri lavori dei BIOnighT? Come è venuto alla luce?

BIOnighT: Anche se la Scuola di Berlino è la fonte di ispirazione principale della nostra musica, amiamo anche altri generi musicali. Era quindi inevitabile che nei quattro anni trascorsi da quando abbiamo iniziato a suonare insieme scrivessimo dei brani appartenenti ad altri generi. Nel 2002 avevamo messo da parte abbastanza materiale, così demmo a quelle tracce una forma definitiva e le riunimmo in un album. Tre delle tracce che compaiono su Songswell erano in realtà incluse nella prima edizione di Afterpost, ma più tardi capimmo che quell'album sarebbe stato molto meglio senza il contrasto che quelle tracce creavano con i pezzi "krautrock" da cui Afterpost era principalmente composto, così decidemmo di trasferirle su Songswell e di trasformare Afterpost in un album puramente "cosmico". Credo che faremo la stessa cosa in futuro, dato che nei mesi scorsi abbiamo già scritto alcuni brani che potrebbero essere definiti più o meno celtici o medioevali, così ci sarà probabilmente un'altro album come Songswell fra pochi anni.

8 - Avete pubblicato anche degli album solisti?

Mac: Si, abbiamo pubblicato due album solisti retrospettivi con materiale precedente la formazione dei BIOnighT: Naif Music di FaBIO ed il mio Human Electricity, entrambi molto elettronici. Ci sono poi due album solisti miei, contenenti musica di tutti in generi, dal jazz alla dance, dalla medioevale alla fusion, dalla techno alla melodica, dall'elettronica allo sperimentale, ed altro; essi includono anche alcune tracce dei BIOnighT che furono scartate perchè a FaBIO non piacevano, mentre io le amavo molto e non volevo restassero inascoltate. I titoli di questi due album sono Aphasia (2001) e Dining Room (2002). Infine, FaBIO è ora al lavoro su di un nuovo album solista, molto ipnotico ed affascinante, materiale davvero eccellente!


9 - I vostri piani per il futuro?
FaBIO: Continuare a passare il tempo insieme in armonia, e sperabilmente generare altre emozioni musicali.
Mac: Cambieremo la strumentazione per avere nuovi stimoli ed avere maggiore flessibilità, e naturalmente continueremo a cercare di far conoscere la nostra musica al maggior numero di persone possibile. Non sono dei grandi piani, in realtà, anche perchè dobbiamo cercare di mantenere un equilibrio tra le nostre vite private ed i BIOnighT, e qualsiasi piano più grande altererebbe inevitabilmente quell'equilibrio.

10 - Ed infine, se poteste dare concerti in 5 città del mondo, quali scegliereste?

Mac: Non so, non mi piace molto suonare dal vivo, non penso che la nostra musica abbia i requisiti per essere suonata live. Voglio dire, alcuni dei nostri brani sono composti da oltre 30 tracce, non c'è bisogno di dire che che non potremmo mai suonarle tutte dal vivo - siamo solo in due! - e che senso ha suonare dal vivo solo un paio di tracce su di una base registrata? Inoltre, FaBIO ha moglie e figli, ed anch'io ho una vita molto complessa, e quindi viaggiare per dare concerti sarebbe troppo complicato per valerne la pena. Per cui non ci ho mai pensato, ma se dovessi fare una lista dei posti che mi piacerebbe visitare direi certamente Tokyo ed altre città giapponesi; sono un fan degli anime - produzioni animate giapponesi, cioè - ed ho sempre visto quel paese solo attraverso quelle serie, per cui mi piacerebbe visitarlo usando i concerti come scusa!
FaBIO: Beh, dato che sognare non costa nulla... Il Duomo di Milano, la Cattedrale di Reims, il Colosseo a Roma, Machu Picchu, Giza in Egitto.