THE LAST CITY (serie Sci-fi vol.1)

Potrebbe l'inizio della terza guerra mondiale essere seguito da un terremoto devastante su scala globale che a sua volta causa un diluvio biblico, lasciando il pianeta distrutto? A quanto pare la risposta è "si". La maggior parte della popolazione del mondo intero è morta. Tutte le città sono state rase al suolo e nessuna di esse esiste più. Solo una è miracolosamente sopravvissuta: Zareth, l'ultima città sulla terra.

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Il concetto di base di questo album risale al 1990. Per vari motivi, però, il momento giusto per registrarlo venne solo nel 2007.
Ora finalmente esiste anche fuori dalla mia mente...

Autoprodotto

1) THE BEGINNING (2.53)
2) THE LAST CITY (3.39)
3) ENDLESS RAIN (5.14)
4) TRANSITION (5.40)
5) NULL (4.41)
6) AFTER THE QUAKE (4.47)
7) STREET OF SURVIVORS (3.23)
8) CRUMBLING BUILDINGS (8.36)
9) ZARETH (4.10)
THE LAST CITY - un piccolo dietro le quinte riguardo la copertina

Normalmente le copertine non sono un problema; anzi, la maggior parte le realizzo prima ancora di iniziare a lavorare sull'album, in quanto mi aiutano a visualizzare i concetti che poi metterò in musica. Questo album, però, era diverso perchè concepito nel 1990 e quasi tutte le tracce le avevo già scritte allora. Sfortunatamente, anche la copertina era stata nella mia mente per tutti quegli anni, così realizzarla come l'avevo immaginata così a lungo non è stato facile...
L'immagine nella mia testa era quella di una grande città in lontananza, intorno un terreno brullo, ed un cielo intenso sullo sfondo.
Scattai alcune foto di un cortile abbandonato non particolarmente grande, di un palazzo non particolarmente grosso (niente grattacieli da queste parti...), alcune rocce, un cielo nuvoloso, e iniziai a metterli insieme, tanto per vedere come muovermi. Iniziai anche a modificare la foto del palazzo, dato che mi seviva una sorta di enorme città futuristica e tutto quello che avevo era la foto di un palazzo di cinque piani in periferia...

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A sinistra: il primo schizzo della copertina come descritto sopra.

Secondo tentativo

Dopo molto lavoro (non posso mostrarvi i tantissimi passaggi tra questi schizzi più o meno finali) riuscii a modificare il piccolo edificio fino a farlo ragionevolmente sembrare una città futuristica. Volevo anche vedere come stava il cielo (che nel frattempo avevo cambiato con uno più adatto) a colori col resto dell'immagine in bianco e nero. Per dare un maggiore senso di disastro aggiunsi delle immagini di immondozia in primo piano. Questa, però (e specialmente la vasca da bagno sulla destra) faceva pensare più ai bordi estremi di un sobborgo zozzo che alle conseguenze del più grande disastro di tutti i tempi...
Dunque, mi piaceva la città, mi piaceva il cielo, mi piaceva il titolo (verticale come un edificio invece che orizzontale come nella prima versione), ma il tutto doveva sembrare più ampio, e l'immondizia doveva sparire. Infine, la città nella mia testa era sempre stata al centro dell'immagine...
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A sinistra: il secondo schizzo della copertina come descritto sopra.

Terzo tentativo

Molto altro lavoro, e finalmente la cosa si avvicinava abbastanza a quello che cercavo. Non c'ero ancora del tutto, però. Il cortile abbandonato doveva essere allargato in prospettiva per sembrare un enorme paesaggio brullo invece del cortile che era in realtà. I colori erano decisamente troppo vivaci, volevo un senso di speranza dopo il disastro, ma non un'allegra atmosfera da catalogo turistico. La città era OK, ma doveva essere più piccola per sembrare più lontana.

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A sinistra: il terzo schizzo della copertina come descritto sopra.

La copertina finale

Altro lavoro, e finalmente eccola qui: la copertina che avevo avuto in testa per diciassette anni, grazie alla magia del fotoritocco e della grafica computerizzata :)
Fortunatamente le mie copertine non mi danno così tanti problemi normalmente (anche se non sono neppure rose e fiori), altrimenti non avrei più il tempo per fare musica!

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