APHASIA (Just Music series vol. 1)
Che ci crediate o no, questo album di 21 tracce è stato arrangiato, registrato ed in parte scritto in sole tre settimane, con la sola eccezione di due brani (una media di più di un brano al giorno, se contate anche i circa cinque che ho scartato...), mentre stavo anche mixando l'album dei BIOnighT "Afterpost" e rimasterizzando un'altro dei miei album! Noterete che FaBIO (l'altra metà dei BIOnighT) viene nominato diverse volte in queste note, dato che in un modo o nell'altro è la ragione per cui ho scritto alcuni di questi brani. Il motivo è che la nostra amicizia stava attraversando un momento davvero difficile in quel periodo, e così stavo cercando di ricordare a me stesso quanto egli sia importante per me, nonostante tutte le difficoltà che a volte abbiamo nel nostro rapporto. Questo album è per me un lavoro particolare, dato che mescola diversi stili, mentre normalmente tendo a raggruppare i brani secondo il genere. Probabilmente avevo bisogno di dire molte cose che avevo dentro da troppo tempo e rappresentare alcuni dei vari aspetti della mia personalità e del mio approccio alla vita. Con questa varietà spero troverete almeno un brano di vostro gradimento :-) Buon divertimento!
Nota: tutti i brani sono stati scritti, arrangiati ed eseguiti da Mac nel 2001, tranne dove diversamente indicato.

Autoprodotto
1) Inward (2.56) (Verso l'interno)
Qualcosa di brutto accade, e ti senti disperato, o furioso, o triste, e ti ritrovi a pensare al buio, spingendo i tuoi pensieri verso l'interno di te stesso fino a quel posto che nessuno può raggiungere tranne te. Questo brano è stato composto originariamente per i BIOnighT, ma scartato dal mio Pard (Sbrizzi FaBIO, l'altra metà dei BIOnighT); ad essere onesto, non sono completamente sicuro che la sequenza principale sia interamente mia, potrebbe essere in parte o perfino del tutto sua :( ) per cui date anche a lui parte del merito...
2) The whole picture (6.20) (L'immagine completa)
Le scelte di alcune persone potrebbero sembrare strane, ma prima di esprimere la nostra opinione su di esse come se fosse un dato di fatto è importante considerare che la persona di cui stiamo parlando è la sola che può vedere l'immagine completa, la sola che conosce tutti gli aspetti e gli eventi della sua vita, ed è - quindi - la sola che può davvero capire i motivi che stanno dietro le sue scelte e le sue azioni. Giudicare qualcuno come fossimo infallibili è indicazione di scarsa intelligenza e maturità.
Scrissi originariamente questo brano nel 1999 per i BIOnighT, ma dato che non si adattava allo stile del gruppo, me ne sono riappropriato.
3) Rachel (3.47) (Rachel)
Avete visto il film Highlander (il primo, intendo)? C'è un bellissimo personaggio il cui nome è Rachel. La sua lealtà e tenerezza mi hanno sempre commosso. Mentre scrivevo questo brano sapevo quali emozioni volevo esprimere, ma non riuscivo a trovare un titolo; poi ad un tratto mi è venuto in mente questo personaggio, e mi sono reso conto che rappresentava perfettamente quelle emozioni. Ho originariamente scritto questo brano per i BIOnighT, ma è stato successivamente scartato.
4) Late (2.59) (Tardi)
Noi suoniamo nella mansarda del mio Pard di sabato sera, il che significa che, a volte, prima che lui possa sedersi e suonare deve finire di mangiare, dar retta ai bambini, essere gentile con gli ospiti se ne ha, etc. Quindi io mi trovo occasionalmente a passare ore guardando il soffitto ed aspettando :-(
Una sera si stava facendo davvero tardi, e io pensavo alle ore che stavo sprecando, e questo mi portò a pensare a tutte le ore che tutti noi sprechiamo facendo cose inutili, mentre potremmo usare meglio il tempo limitato che ci è stato dato, e così scrissi questo brano per i BIOnighT mentre aspettavo che FaBIO salisse in mansarda. E lui lo scartò!
5) Distant (1.07) (Distante)
Questa è un'introduzione alla traccia n. 16.
6) Streetlamps (1.49) (Lampioni)
Per qualche motivo, a volte cado in un buffo stato d'animo vagamente jazzy; questo breve brano mi è uscito per puro divertimento mentre mixavo il primo CD dei BIOnighT, Egoheart 1999. L'immagine nella mia mente era quella di un detective alla Marlowe che camminava lungo una via sporca nella fioca luce di vecchi lampioni, con un tocco di smog e pioggia per aggiungere un ulteriore tocco di atmosfera banale.
Scritto, arrangiato e registrato nel 1999.
7) Sunday (3.50) (Domenica)
A dispetto del nostro rapporto tormentato e di tutti i problemi che creiamo uno all'altro, e a dispetto del nostro essere così totalmente diversi, pochissime persone al mondo riescono a farmi sentire così sereno e semplicemente felice come fa a volte il mio Pard. Una domenica dell'estate scorsa lui era a casa da solo; sono andato a casa sua al mattino, abbiamo gironzolato un pò, costruito un corrimano per il suo orto, pranzato e cenato insieme, mi ha letto un fumetto ad alta voce facendo tutte le voci e i rumori e descrivendo tutte le immagini, abbiamo ascoltato un pò di musica... niente di speciale davvero, ma quando tornai a casa quella sera mi sentivo così in pace e felice che questo piccolo brano - semplice come il giorno che avevamo passato insieme - mi uscì spontaneamente.
8) The invasion of the cockroaches (2.20) (L'invasione degli scarafaggi)
Amo pazzamente i vecchi film di fantascienza in bianco e nero, quelli con i dischi volanti e gli insetti giganti; questo brano riflette questa mia piccola passione seguendo il tipico schema di quei film: una prima parte dove la tensione cresce, ma non si vede accadere niente; poi all'improvviso i mostri diventano visibili (e sono di solito piuttosto pacchiani); e poi, quando il film sembra finito, c'è una breve scena che dice basilarmente che i mostri sono ancora vivi! Applicate questo schema al brano e non vi sarà difficile immaginare gli scarafaggi correre nell'oscurità lungo una parete sulle note finali, proprio quando pensavate che l'invasione fosse finita... essi torneranno! Scritto nel 1986.
9) Back in the game (3.08) (Di nuovo in gioco)
Questo brano esprime la ferma e quasi euforica determinazione di tornare al costante combattimento che la vita è per così tante persone, dopo l'ennesima sconfitta.
Scritto nel 1990.
10) But I can see what you are doing (1.05)
E' buffo come alcune persone tramino dietro la schiena di altre persone pensando che le loro vittime non se ne rendano conto, fino al giorno in cui le loro vittime non ne possono più e reagiscono usando gli stessi metodi o metodi differenti...
11) Error (2.40) (Errore) - Come ho detto, a volte si fa davvero tardi mentre aspetto nella mansarda; una sera era quasi ora che andassi a casa quando finalmente potemmo iniziare a suonare. Nel frattempo avevo scritto questo brano, e gli diedi questo titolo perchè pensavo che lasciare casa mia per andare a suonare quella sera era stato davvero un errore. Naturalmente lo scrissi per i BIOnighT, ma non si adattava allo stile del gruppo, così me ne sono riappropriato.
11) Error (2.40) (Errore)
As I said, sometimes it gets real late while I wait in the loft; one night by the time we could finally start playing it was almost time for me to go home. In the meantime I had written this song, and I gave it this title because I felt that leaving home to go play that night had really been an error. Of course I wrote it for BIOnighT, but it didn't suit the band's style, so I took it back.
12) Time to myself (4.01) (Tempo per me stesso)
E' assolutamente fondamentale per me avere del tempo per me stesso; se ogni tanto non stessi da solo con me stesso e le cose che amo diventerei pazzo. Alcune persone sembrano poter fare a meno di questo, altre sembrano perfino andare nel panico se non hanno intorno costantemente qualcuno, ma per me, come probabilmente per altri, questi periodi di rilassante solitudine sono indispensabili. Scritta nel 1988.
13) Thoughts are just words (that only you can hear) (1.44) (I pensieri sono sono semplicemente parole che solo tu puoi sentire)
Questa frase non è mia, ma non ricordo chi la scrisse; comunque, mi ha colpito come una di quelle cose ovvie a cui però non hai mai pensato. Non è interamente vera per me, dato che i miei pensieri sono spesso suoni e/o colori (e anche altre cose, credo), ma è perlopiù vero. Scritta nel 1995.
14) Crumbs (3.00) (Briciole)
C'è sempre qualcuno che ottiene solo le briciole mentre altri hanno il pane. E' così su una scala ampia, come quando i paesi poveri ricevono solo quello che le parti del mondo più ricche scartano, ed è così anche su una scala più piccola, come nelle relazioni personali. Qualcuno che magari non se lo merita neppure ha tutto, e ad altri restano solo le briciole.
15) Daddy (2.20) (Papà)
Molti anni fa mi capitò tra le mani un libro di Danielle Steel, Daddy. Credo sia il tipo di libro che solo una donna può apprezzare davvero, ma all'inizio di esso c'era una bella poesia. La lessi molte volte. Descriveva il padre ideale che non ho mai avuto e che mi è mancato per una buona parte della mia vita quando ero più giovane. Quella poesia mi commosse tanto che sentii il bisogno di trasformarla in musica. Scritto nel 1991.
16) Distance (5.06) (Distanza)
Una ragazza che conoscevo morì quando aveva 18 anni; la cosa che ricordo più chiaramente è la differenza che vidi negli occhi di sua madre: in essi qualcosa se ne era andato per sempre. Quella è una distanza che separa e non lascia speranza; ma non è solo la morte che separa la gente: la vita fa esattamente la stessa cosa, a volte. In tutti e due i casi, tutto quello che resta è il dolore. Scritto nel 1987.
17) Troubleshooter (2.16) (Risolviguai)
La scorsa estate andai ad un concerto di jazz/dixieland nella mia città; il jazz non è mai stato la mia passione, ma quel gruppo era fantastico, specialmente per il divertimento e l'entusiasmo che che riuscivano a trasmettere al pubblico. Si chiamano Woodhouse e vengono dalla Germania; li seguii anche ad altri due concerti in città vicine alla mia, e anche quelli furono puro divertimento. Ho cercato di ricreare quel tocco speciale con questo brano, fallendo miseramente :( comunque, il brano in sè non era così male, così ho deciso di tenerlo ugualmente.
18) Window (0.48) (Finestra)
Stai cercando di andare avanti con la tua vita e di fare le tue cose di tutti i giorni, e poi mentre stai attraversando una stanza guardi fuori dalla finestra e il paesaggio invernale improvvisamente fa scattare quella tristezza dentro di te, e ti trovi lì in piedi incapace di muoverti, pensando e sentendoti come se stessi annegando. E poi riprendi il controllo e torni ai tuoi (forse vuoti) compiti quotidiani. Questo brano è in realtà costituito da un paio di tracce da "Time to myself".
19) Your blue voice / La tua voce azzurra (5.30)
Proprio come ogni persona vede la stessa cosa in modo diverso, ogni musicista può sviluppare lo stesso concetto musicale in un modo differente, in base alle proprie esperienze, sensibilità, gusti, personalità, e così via. Quando FaBIO mi fece ascoltare il suo brano "Steel nyll suite" mi piacque, ma sentii che l'idea iniziale avrebbe potuto essere sviluppata anche diversamente. Così presi il tema principale, ne scrissi un'altro da affiancargli, riarrangiai il tutto e ottenni questa versione, che arrangiai nel 1999 e che ho suonato e registrato nel 2001.
20) Whatever for (the Pard song) (5.23) (Qualunque sia lo scopo - la canzone del Pard)
Quando incontrai il mio Pard anni fa mi sentii come se una parte della mia stessa anima che era andata in qualche modo smarrita alla mia nascita fosse finalmente tornata nella mia vita. Sebbene sia certo di avere ancora diverse parti di me là fuori in qualche posto, avere lui mi fece sentire più completo, e il solo averlo intorno mi dava una gioia immensa. Avevo bisogno di tradurre questa profonda, pura felicità in musica, cosa che feci nel 1999 quando scrissi, arrangiai e registrai questo brano fra le sessioni di mixaggio di Egoheart. Ovviamente, dedico questo brano a lui.
21) Aphasia (6.28) (Afasia)
L'afasia è generalmente conseguente ad un danno cerebrale; questa condizione determina la parziale o totale perdita da parte del soggetto della capacità di comprendere e/o usare le parole, che viene privato così della capacità di comunicare. Dal momento che per me la comunicazione è la cosa più importante di tutte, l'idea stessa dell'esistenza di una tale condizione mi ha sempre terrorizzato ed intristito. Non è però solo una condizione fisica che può privarci della possibilità di comunicare: l'incapacità o il rifiuto di ascoltare delle persone intorno a noi possono avere lo stesso effetto. Ho avuto questo concetto in mente per anni, ma senza mai trovare il modo giusto per esprimerlo in musica. Quest'anno, però, mi sono trovato precisamente in quella situazione per mesi, così quando pensai a quel concetto la musica uscì molto velocemente e spontaneamente. Per favore, cercate di ascoltare le persone che fanno parte della vostra vita, soprattutto quelli che dite di amare; ma ricordate che ognuno di essi ha il suo strano modo personale di parlare...

Mac dei BIOnighT, ottobre 2001
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